Abitare il Paese – La cultura della domanda
Il progetto Abitare il Paese promuove una cultura della domanda sulla ricerca del senso della città attraverso un percorso di co-progettazione territoriale che coinvolge bambini e ragazzi delle scuole italiane, insegnanti e architetti.
La marginalità sociale è uno degli effetti della disparità urbana a livello globale: non essere pensati come cittadini alimenta l’esclusione e la discriminazione. Nasce così l’esigenza di avviare una ricerca che veda come primi protagonisti i bambini in quanto cittadini del presente, fruitori e autori di vissuti in città. Il loro coinvolgimento non è nella progettazione, ma nella partecipazione alla ricerca del senso della città, luogo delle relazioni e degli incontri, del quotidiano e dell’affezione.
In numerosi territori italiani, Abitare il Paese promuove percorsi di ricerca condivisa che coinvolgono bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 3 ai 18 anni, insieme ad architetti tutor, insegnanti e comunità locali. Un percorso aperto e in continua evoluzione che mette in dialogo scuola, città e territorio.
Camminare, osservare, attraversare quartieri e spazi urbani diventa pratica di conoscenza e di relazione. Dall’ascolto dei vissuti e dei punti di vista emergono narrazioni, mappe, elaborati e installazioni che restituiscono una pluralità di sguardi sui luoghi, rendendo visibili significati spesso invisibili e aprendo a nuove possibilità di immaginazione e trasformazione dei territori.
Abitare il Paese intende generare una nuova domanda di architettura, attraverso un’azione di co-progettazione territoriale che prende le mosse dalla scuola, il vero propulsore di rigenerazione urbana e sociale, e rinsaldare quell’unione tra Architettura e Pedagogia con cui il progetto stesso è nato.
Le domande emerse nei primi percorsi di ricerca hanno alimentato, anno dopo anno, lo sviluppo e il consolidamento di Abitare il Paese – La cultura della domanda. Il progetto, promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori in collaborazione con la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi ETS, ha progressivamente ampliato la propria rete, rafforzando il dialogo tra scuola, professione e territorio.
La forza del progetto risiede nell’ascolto dei bambini e bambine, ragazze e ragazzi, veri protagonisti dei processi di conoscenza e trasformazione dei luoghi. La “partecipazione dal basso” è il cuore di Abitare il Paese, perché dà voce a chi vive quotidianamente i luoghi e ne conosce potenzialità e fragilità. È da questo ascolto che prendono forma i processi di co-progettazione territoriale attivati dal progetto.
Dal 2018 ad oggi, Abitare il Paese ha costruito una rete nazionale di esperienze educative e di co-progettazione territoriale:
10.000 studenti, bambine e bambini, ragazze e ragazzi coinvolti
200 scuole di ogni ordine e grado
700 architetti, tutor e insegnanti
73 Ordini provinciali degli Architetti PPC
10+ territori attivati in tutta Italia
I percorsi si sono sviluppati in numerosi contesti urbani e territoriali su scala nazionale, coinvolgendo città e territori tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Reggio Emilia, Genova, Firenze, Venezia, Padova, Verona, Modena, Parma, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Ancona, Pesaro, Perugia, Terni, Bari, Taranto, Napoli, Benevento, Reggio Calabria, Catanzaro, Messina, Catania, Siracusa, Trapani, Savona, Siena, Treviso, Trieste, insieme a molti altri centri di piccole e medie dimensioni. Una rete diffusa che ha permesso di sperimentare, in contesti diversi, pratiche di ascolto, partecipazione e co-progettazione capaci di generare comunità educanti e processi di rigenerazione urbana condivisa.
Abitare il Paese si configura come un’azione di co-progettazione territoriale capace di generare coesione sociale e territoriale. Il progetto innesca processi di rigenerazione sociale e urbana a diverse scale: dall’aula scolastica agli spazi esterni delle scuole, fino a quartieri e contesti urbani più ampi.
Il progetto, nato nel 2018, continua a rafforzare la rete tra scuola, città e territorio, generando nuove pratiche di rigenerazione urbana e sociale e promuovendo la cultura della qualità dello spazio costruito.
Il Manifesto: uno strumento per prendersi cura dei luoghi
Il 4 dicembre 2025 è stato presentato a Roma il Manifesto di Abitare il Paese – La cultura della domanda, come esito condiviso e rilancio pubblico di un percorso nazionale di ricerca, educazione e co-progettazione territoriale.
Rivolto ad architetti, dirigenti scolastici, insegnanti, istituzioni e comunità educanti, il Manifesto richiama alla responsabilità collettiva di prendersi cura dei luoghi come beni comuni, riaffermando il valore dell’ascolto, della partecipazione e della cura come fondamenti di una progettazione di qualità. Si propone come uno strumento aperto per accompagnare scuole e territori nella costruzione di città più inclusive, prossime e sostenibili, riconoscendo bambine, bambini, ragazze e ragazzi come cittadini competenti e protagonisti dei processi di trasformazione.
L’ottava edizione, “La scuola oltre la scuola per una città della prossimità”, riparte proprio da qui: dalla relazione tra luoghi, persone e possibilità.
Per il Manifesto, la documentazione e le immagini dei progetti di Abitare il Paese: clicca qui.
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