Abitare il Paese – La cultura della domanda

Il progetto Abitare il Paese promuove una cultura della domanda sulla ricerca del senso della città attraverso un percorso di co-progettazione territoriale che coinvolge bambini e ragazzi delle scuole italiane, insegnanti e architetti.

Durata
2018 - In corso
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Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili è uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

La marginalità sociale è uno degli effetti della disparità urbana a livello globale: non essere pensati come cittadini alimenta l’esclusione e la discriminazione. Nasce così l’esigenza di avviare una ricerca che veda come primi protagonisti i bambini in quanto cittadini del presente, fruitori e autori di vissuti in città. Il loro coinvolgimento non è nella progettazione, ma nella partecipazione alla ricerca del senso della città, luogo delle relazioni e degli incontri, del quotidiano e dell’affezione.

In numerosi territori italiani, Abitare il Paese promuove percorsi di ricerca condivisa che coinvolgono bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 3 ai 18 anni, insieme ad architetti tutor, insegnanti e comunità locali. Un percorso aperto e in continua evoluzione che mette in dialogo scuola, città e territorio.

Camminare, osservare, attraversare quartieri e spazi urbani diventa pratica di conoscenza e di relazione. Dall’ascolto dei vissuti e dei punti di vista emergono narrazioni, mappe, elaborati e installazioni che restituiscono una pluralità di sguardi sui luoghi, rendendo visibili significati spesso invisibili e aprendo a nuove possibilità di immaginazione e trasformazione dei territori.

«Il XXI secolo, definito il secolo delle città, richiede comunità capaci di costruire una propria visione di futuro. Abitare il Paese promuove la cultura della qualità dello spazio e dell’ambiente costruito, riconoscendo all’architettura un ruolo fondamentale nelle dinamiche culturali e sociali della collettività.»

«Abitare il Paese è un progetto corale che ha fatto lavorare all’unisono cittadini di ogni età, scuole, comunità e architettura, fondato sulla pedagogia dell’ascolto e della relazione.»

«Progettare significa prendersi cura dei luoghi e delle persone che li abitano. E la cura è un atto collettivo, quotidiano, condiviso»

Abitare il Paese intende generare una nuova domanda di architettura, attraverso un’azione di co-progettazione territoriale che prende le mosse dalla scuola, il vero propulsore di rigenerazione urbana e sociale, e rinsaldare quell’unione tra Architettura e Pedagogia con cui il progetto stesso è nato.

Le domande emerse nei primi percorsi di ricerca hanno alimentato, anno dopo anno, lo sviluppo e il consolidamento di Abitare il Paese – La cultura della domanda. Il progetto, promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori in collaborazione con la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi ETS, ha progressivamente ampliato la propria rete, rafforzando il dialogo tra scuola, professione e territorio.

La forza del progetto risiede nell’ascolto dei bambini e bambine, ragazze e ragazzi, veri protagonisti dei processi di conoscenza e trasformazione dei luoghi. La “partecipazione dal basso” è il cuore di Abitare il Paese, perché dà voce a chi vive quotidianamente i luoghi e ne conosce potenzialità e fragilità. È da questo ascolto che prendono forma i processi di co-progettazione territoriale attivati dal progetto.

Dal 2018 ad oggi, Abitare il Paese ha costruito una rete nazionale di esperienze educative e di co-progettazione territoriale:

10.000 studenti, bambine e bambini, ragazze e ragazzi coinvolti

200 scuole di ogni ordine e grado

700 architetti, tutor e insegnanti

73 Ordini provinciali degli Architetti PPC

10+ territori attivati in tutta Italia

I percorsi si sono sviluppati in numerosi contesti urbani e territoriali su scala nazionale, coinvolgendo città e territori tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Reggio Emilia, Genova, Firenze, Venezia, Padova, Verona, Modena, Parma, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Ancona, Pesaro, Perugia, Terni, Bari, Taranto, Napoli, Benevento, Reggio Calabria, Catanzaro, Messina, Catania, Siracusa, Trapani, Savona, Siena, Treviso, Trieste, insieme a molti altri centri di piccole e medie dimensioni. Una rete diffusa che ha permesso di sperimentare, in contesti diversi, pratiche di ascolto, partecipazione e co-progettazione capaci di generare comunità educanti e processi di rigenerazione urbana condivisa.

Abitare il Paese si configura come un’azione di co-progettazione territoriale capace di generare coesione sociale e territoriale. Il progetto innesca processi di rigenerazione sociale e urbana a diverse scale: dall’aula scolastica agli spazi esterni delle scuole, fino a quartieri e contesti urbani più ampi.

Il progetto, nato nel 2018, continua a rafforzare la rete tra scuola, città e territorio, generando nuove pratiche di rigenerazione urbana e sociale e promuovendo la cultura della qualità dello spazio costruito.


Il Manifesto: uno strumento per prendersi cura dei luoghi

Il 4 dicembre 2025 è stato presentato a Roma il Manifesto di Abitare il Paese – La cultura della domanda, come esito condiviso e rilancio pubblico di un percorso nazionale di ricerca, educazione e co-progettazione territoriale. 

Rivolto ad architetti, dirigenti scolastici, insegnanti, istituzioni e comunità educanti, il Manifesto richiama alla responsabilità collettiva di prendersi cura dei luoghi come beni comuni, riaffermando il valore dell’ascolto, della partecipazione e della cura come fondamenti di una progettazione di qualità. Si propone come uno strumento aperto per accompagnare scuole e territori nella costruzione di città più inclusive, prossime e sostenibili, riconoscendo bambine, bambini, ragazze e ragazzi come cittadini competenti e protagonisti dei processi di trasformazione.

L’ottava edizione, “La scuola oltre la scuola per una città della prossimità”, riparte proprio da qui: dalla relazione tra luoghi, persone e possibilità.

Per il Manifesto, la documentazione e le immagini dei progetti di Abitare il Paese: clicca qui.

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