18 aprile 2025

Reggio ti saluta con gli occhi lucidi pieni di gratitudine

Questa mattina in Sala Tricolore a Reggio Emilia è stata salutata da cittadine, cittadini, personale delle scuole e dei nidi colleghe e colleghi, istituzioni Carla Rinaldi, pedagogista, presidente onoraria di Fondazione Reggio Children, docente al Dipartimento di Educazione e Scienze Umane di Unimore.

Dalle 9 alle 11 Carla Rinaldi è stata salutata da tante persone che hanno fatto parte della vita di Carla impossibile citarle tutte, dalle cuoche delle scuole ai sindaci, e il personale di ieri ei di oggi di Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, di Reggio Children e di Fondazione Reggio Children. Il feretro  presidiato da picchetti istituzionali ai quali si sono alternati amici e istituzioni, tra le quali il sindaco Marco Massari e gli ex sindaci Giulio Fantuzzi, Luca Vecchi e Graziano Delrio. La sindaca Antonella Spaggiari ha reso visita ieri in camera mortuaria. Tra le tante personalità presenti le ex assessore all’Educazione Raffaella Curioni e Juna Sassi con l’attuale assessora Marwa Mahmoud, i membri dei cda di Istituzione Scuole e Nidi  presieduto da Federico Ruozzi e di Fondazione Reggio Children, gli amici James Bradbourne e Simonetta Gola di Emergency, per Unimore i professori Alberto Melloni, Annamaria Contini, Carla Bagnoli, Antonio Gariboldi, e tra  i famigliari i tanti  e le tante nipoti di ogni età di Carla Rinaldi.

 

La celebrazione può essere rivista a questo link

Al minuto 2.50.47” il video di Fondazione Reggio Children

https://www.youtube.com/watch?v=Lu6xRAjh1qk&t=4152s

FABBI: “UNA FILOSOFA, UNA POLITICA, UN’INTELLETTUALE

È QUESTO CHE CI MANCHERÀ”

 

 

Cristian Fabbi direttore generale di Fondazione Reggio Children  e presidente di Reggio Children ha portato il saluto anche del presidente di Fondazione, impossibilitato a intervenire per motivi logistici, e ha ricordato la “Carla ho cercato di vestirmi bene, oggi, una delle prime critiche che mi ha fatto Carla è stato per il mio abbigliamento - ha scherzato Fabbi - Sono stato fortunato perché ho incontrato Carla anni fa ad un master per pedagogisti e sono stato fortunato perché ho potuto lavorare con Carla in questi due anni molto intensi. Lavorare con Carla significa imparare. Carla è una filosofa, anche una politica, un’intellettuale, e di questo sentiremo la mancanza. Era solo martedì quando interveniva con spirito molto positivo al cda di Fondazione Reggio Children la soddisfazione per la valutazione dell’Anuvr del dottorato di ricerca Reggio Childhood Studies, da lei fortemente voluto e a cui teneva molto.

 

Negli ultimo tempi era molto interessata ad alcuni temi ed era un’occasione di riflessione sulle istanze pedagogiche. La prima cosa, che si trova nella Carta dei valori di Fondazione Reggio Children, è il valore della solidarietà nella ricerca attraverso il lavoro quotidiano e che per garantire la solidarietà devi garantire che le persone  ce la facciano da sole. E questo è anche percorso e il senso del progetto  in corso in tutto il mondo con la Fondazione Lego, soprattutto in Africa e Asia, per portare le esperienze educative a progredire con proprie ricerche e questo è un atto molto generoso.

Carla è una figura molto contemporanea. Le sue recenti riflessioni sull’intelligenza artificiale, da cui era molto interessata, l’hanno vista contrapporvi l’empatia,

soprattutto la fisicità. Il tema del corpo, della presenza, soprattutto dopo la pandemia, è diventato per lei di attualità, anche nella modalità di essere e lavorare insieme, compreso a pranzi, aperitivi e cene, luoghi in cui si riesce anche a trovare un accordo.

Negli ultimi tempi abbiamo molto viaggiato insieme anche all’estero, da parte sua sempre con grande spirito e con quella sua capacità anche si essere trasgressiva,  sempre capace di tirare fuori i talenti di tutti e di metterci al nostro agio.

Ora penso a tutti noi, penso che avremo anche altri momenti insieme nei prossimi mesi per riflettere quello che Carla ci ha lasciato, teniamoci per mano e restiamo insieme”.

 

 

L’OMAGGIO DEL DESU-UNIMORE

 “LA PASSIONE E LA CAPACITA’ DI OSARE”

 

 

Annamaria Contini

Professore ordinario, Direttrice del Dipartimento Educazione e Scienze Umane di Unimore.

 

Grazie Signor Sindaco, e buongiorno a tutti e a tutte voi. Sono onorata di rappresentare il

Dipartimento di Educazione e Scienze Umane e, su esplicito mandato del Magnifico Rettore, il prof. Carlo Porro, anche l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia nel suo complesso.

Ci sono tante cose che potrei dirvi oggi per spiegarvi come e quanto Carla Rinaldi abbia contribuito alla vita e allo sviluppo del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane. Mi soffermerò solo su alcuni contributi che mi sembrano avere un ruolo esemplare.

Carla Rinaldi ha tenuto per oltre 20 anni, presso i nostri Corsi di studio, l’insegnamento su

“L’approccio delle scuole dell’infanzia comunali di Reggio Emilia”. Aggiungo che lo ha tenuto sino alla fine: poco più di una settimana fa l’ho incontrata mentre stava andando in aula dai suoi studenti.

Nel corso degli anni, nonostante i suoi numerosi e ben più prestigiosi impegni, non ha mai

rinunciato a quella che interpretava come una missione: trasmettere alle nuove generazioni di futuri insegnanti una visione innovativa dell’infanzia e dell’educazione, profondamente radicata nei valori del rispetto, della partecipazione e della centralità del bambino nei processi di apprendimento.

Ma Carla ha contribuito anche a fondare, insieme al prof. Alberto Melloni, e dal 2019 a coordinare, insieme alla prof.ssa Carla Bagnoli, il Dottorato di Ricerca industriale internazionale in “Reggio Childhood Studies – From early childhood to lifelong learning”, promosso dal nostro Dipartimento con Fondazione Reggio Children quale partner industriale. In tale contesto Carla ha fatto valere tutta la sua passione per l’ambito della ricerca: la sua capacità di innovare, di far interagire la sua creatività con le sue competenze per esplorare nuovi ambiti, per capire come il “Reggio Emilia Approach” potesse fecondare altri territori, estendendosi dall’infanzia ad altre età della vita.

In una giornata come questa, vorrei poi ricordare altri due fondamentali contributi.

Proprio il giovane Dottorato di cui abbiamo appena parlato è stato selezionato dall’ANVUR – l’Agenzia che valuta il sistema universitario italiano – per essere sottoposto a esame insieme ad altri due Dottorati del nostro Ateneo. Carla, insieme al direttore della Fondazione Reggio Children, Cristian Fabbi, ha partecipato attivamente a questi laboriosi processi di valutazione. Non posso scendere ora nei dettagli, che daremo presto in un’altra occasione pubblica, ma posso anticiparvi che il contributo di Carla è stato determinante per farci conseguire un ottimo risultato.

Infine, lasciatemi ricordare i contributi informali (ma non per questo meno importanti) offerti da Carla alla stesura del progetto redatto dal nostro Dipartimento per la candidatura a Dipartimento di Eccellenza 2023-2027: le sue idee e il suo entusiasmo ci hanno supportato e stimolato a raggiungere questo obiettivo.

Ma c’è ancora qualcosa che vorrei ricordare di Carla, qualcosa che non si lascia tradurre in dati o risultati oggettivi, come ad esempio:

- la passione di Carla per la didattica e la ricerca;

- la sua capacità di dialogare son studenti e studentesse, colleghi e colleghe, personale

tecnico-amministrativo, sempre con la stessa disponibilità e gentilezza;

- il suo coraggio nell’avventurarsi in territori inesplorati;

- la sua capacità di osare;

- la sua capacità non solo di contribuire, ma di prodigarsi, di spendersi, di donare e di

donarsi.

Per tutto questo, a nome del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane e dell’intero Ateneo,

dico: GRAZIE Carla!

 

 


 

IL SALUTO DEL PERSONALE DI FONDAZIONE REGGIO CHILDREN 

“DIETRO OGNI RICHIESTA, ANCHE LA PIÙ IMPERVIA, UNA VISIONE. E DIETRO QUELLA VISIONE, UN AMORE IMMENSO PER IL SUO LAVORO “

 

A nome di tutto il personale di Fondazione Reggio Children, ma anche cercando di interpretare tutte e tutti le colleghe e colleghi che hanno lavorato con Carla, hanno parlato Barbara Donnici ed Elisa Ferrari. Per ricordarla poi la presidente, piena di vita e sorridente, il personale di Fondazione Reggio Children ha preparato un video-ricordo molto personale. In sala era presente anche Hugo, un grande orsacchiotto che Carla aveva ricevuto in dono dal suo compagno Karl, scomparso dieci anni fa.

 

 

Barbara Donnici:

Ciao Carla,

è un grande onore essere in questo luogo, da te molto amato, a salutarti insieme a tanti  cittadini e cittadine di Reggio Emilia, dell’Italia e di tanti Paesi del mondo… Siamo qui ma preferiremmo di gran lunga essere con te in ufficio, a lavorare per i prossimi impegni, per i prossimi progetti e viaggi. Siamo in due ma parliamo anche a nome delle colleghe e dei colleghi.

Tanto di quello che si poteva dire di Carla è già stato detto e scritto.

Ognuno di noi qui presente ha un suo ricordo di Carla, chi ha passato con lei solo cinque minuti e chi invece molte ore di lavoro e impegno comune. Chi l’ha ascoltata o l’ha studiata, e chi, come tanti di noi a Reggio Emilia, ha avuto la possibilità e la fortuna di lavorare, crescere e confrontarsi a lungo con lei. Discutere con lei. Perchè le discussioni sono state tante e profonde… Carla sapeva mettersi in relazione con il mondo, il mondo del reale e il mondo del possibile.

E’ sempre stata molto avanti,  non solo per il suo presentarsi in modo impeccabile.

Il nostro faro luminoso, la stella più brillante.

E’ stata necessaria tutta la tenacia, la pazienza, la dedizione e l’energia di Carla perché tutto ciò a cui ha contribuito arrivasse fin qui.

Carla spesso si scherniva, è un risultato di tanti diceva, in parte è così, ma siamo testimoni di tutto il suo lavoro, dei suoi sforzi e delle lacrime, a volte.

Esattamente dieci anni fa, il 15 aprile 2015, The LEGO Foundation ha deciso di premiarla per il suo impegno a far conoscere l’Approccio di Reggio Emilia nel mondo, e in effetti Carla è stata una “tessitrice” di relazioni internazionali grazie alla grande credibilità che l’accompagnava.

In questi giorni abbiamo ricevuto messaggi da ogni parte del mondo, tutti la ricordano e desiderano raccontare quanto è importante Carla per il loro e il nostro lavoro, per quello che ciascuno di loro e di noi è oggi, perché stare vicino a lei era un’occasione di crescita costante.

 

Elisa Ferrari
ed è per questi motivi che Non è facile parlare oggi.
Non è mai stato facile parlare davanti a Carla.

Vorremmo ricordare alcuni momenti della quotidianità vissuti insieme.

Intanto il sorriso accogliente, a volte un po’ irriverente, sempre luminoso.

Quelle volte che ci ha corretti, che ci ha richiamate all’ordine, che ci ha fatto abbassare lo sguardo… e poi rialzare la testa un po' più forti, un po' più consapevoli. Così, proprio grazie a quelle parole, faceva crescere le persone.

Quelle volte che arrivava in ufficio e ci trovava tutte insieme a prendere il caffè. Prima ci  riprendeva, ovviamente. Poi ci teneva a salutare uno a uno, chiedeva come stavamo e come stavano le nostre famiglie, i bambini, che non è banale, con interesse caldo e sincero.

Dietro ogni osservazione c’era sempre attenzione, cura, quell’ascolto di cui parlava. Dietro ogni richiesta, anche la più impervia, una visione. E dietro quella visione, un amore immenso per il suo lavoro e per le persone con cui lo condivideva.

Con la sua voce, il suo tono, il suo modo di fare, ti faceva sentire visto. Importante.
Sapeva valorizzarti al momento giusto, ti ricordava sempre – sempre – di rimanere umile e sognare, ma di pensare, in grande, di volare in alto.

Ci sono poi i suoi racconti dei cieli della Svezia e del Colorado, i più belli del mondo, della dignità delle popolazioni aborigene e native, di Mariella e di Carpineti in estate e quella promessa fatta: “Un giorno ci andremo tutti insieme”. E sì, ci siamo andati. Ovviamente, per lavorare.

Non vogliamo oggi dire cosa ci lascia, ma piuttosto quello che ci ha donato, il privilegio della sua presenza, della sua gentilezza e dei suoi insegnamenti, una traccia profonda, per provare nei nostri gesti quotidiani, nelle nostre scelte, a capire cosa avrebbe detto o fatto.
Una lezione continua, anche con quel suo modo di dire: “Si può sempre fare meglio”.

Ultimamente, Carla ripeteva spesso che la vita è bella e che bisogna parlare di più di Amore.

Per questi momenti, e per le migliaia di ricordi di tutte e tutti  non raccontati, per tutto ciò che ha fatto — e che continuerà a fare — per noi e per tutte le comunità del mondo, vogliamo ringraziarla di cuore. OBRIGADA, come ci hai insegnato, Un grazie che ci lega nella reciprocità.

Tutte e tutti abbiamo un debito di gratitudine verso Carla.  E lo facciamo dicendole, come avrebbe voluto lei: “Grazie TANTE”, con quel TANTE sempre in maiuscolo, proprio come era il suo stile.

 

 

IL RICORDO COMMOSSO DEL NIPOTE ALESSANDRO CARONTI PER CONTO DELLA FAMIGLIA

“REGGIO EMILIA TI SALUTA CON GLI OCCHI LUCIDI PIENI DI GRATITUDINE”

 

Per conto dei famigliari di Carla Alessandro Caronti ha tenuto un lungo commosso ricordo, e Francesca Pivetti, ha ringraziato tutti i presenti.

 

Alessandro Caronti:

Oggi, Reggio ti saluta, Carlina.

Ti saluta con gli occhi lucidi e il cuore colmo di gratitudine.

Ti saluta come si saluta chi ha lasciato un segno d’amore indelebile in ogni parola, in ogni gesto, in ogni visione che ha saputo donare.

Ti saluta restituendoti quell’amore immenso che tu hai saputo offrire con naturalezza ai tuoi studenti, ai colleghi…e, sopra ogni cosa, ai tuoi bambini.

Hai amato profondamente Reggio Emilia.

Non solo come terra d’origine, ma come idea, come promessa, come culla di un sogno educativo che hai contribuito a rendere vivo, reale, universale.

Hai camminato per le sue strade con lo sguardo fiero, il cuore aperto, l’anima in ascolto.

E hai portato Reggio nel mondo, rendendola un faro di speranza per l’infanzia, un punto di riferimento per chi crede che educare significhi prendersi cura, accogliere, sognare insieme.

Poi c’era il tuo amore più grande, quello che chiamavi il tuo “bambino”: Reggio Children.

Lo hai visto nascere, crescere, volare.

Lo hai nutrito ogni giorno con passione e dedizione, come solo una madre sa fare.

Per te non era un progetto, era un atto d’amore quotidiano. Un modo per cambiare il mondo, un bambino alla volta.

E il tuo amore non si è mai fermato ai confini del lavoro.

Hai amato Karl con delicatezza e profondità, accompagnandolo con tenerezza anche nei passaggi più difficili, offrendogli la tua luce come un riparo silenzioso.

Hai sostenuto Marianna con forza e dolcezza, nei momenti più duri, senza mai farle mancare il tuo abbraccio, il tuo ascolto, la tua presenza.

Hai sempre messo gli altri davanti a te, senza mai far rumore.

Con la tua eleganza lieve, con la tua forza quieta.

Ricordo con tenerezza quando rientravi a casa dal lavoro, da me e dalla Zia Wally, portando con te un sorriso che non conosceva stanchezza.

Anche dopo giornate infinite, trovavi sempre il tempo di donare.

Mi guidavi tra esercizi di logica e giochi educativi, e sembrava tutto così semplice, così divertente… ma in fondo, stavi ancora insegnando.

Anche in quel tempo condiviso, tu continuavi a prenderti cura.

E poi c’erano i tuoi silenzi.

Silenzi che sapevano accogliere, comprendere, orientare.

Sapevi parlare col silenzio.

E in silenzio, con la tua consueta delicatezza, ci hai salutati.

Ma anche ora, in questo silenzio che ci stringe il cuore, la tua voce continua a risuonare.

Nei corridoi delle scuole, negli occhi dei bambini, tra le mani degli insegnanti, nei sogni che continueranno a germogliare grazie a te.

Mi hai insegnato il valore profondo delle emozioni.

Mi hai regalato il libro sull’intelligenza emotiva di Daniel Goleman e solo oggi comprendo quanto fosse, quel gesto, un invito a guardare oltre, a sentire di più, a vivere con empatia.

Mi piace immaginare che, un giorno, in questa città che tanto hai amato, ci sarà qualcosa che porterà il tuo nome.

Non per ricordarti.

Ma per continuare a seminare futuro.

Come hai sempre fatto, con amore e visione.

Carla, tu non sei mai stata “solo” una pedagogista.

Sei stata un ponte tra le generazioni.

Un faro per chi educa con il cuore.

Un’anima che ha trasformato l’educazione in un atto poetico e rivoluzionario.

E continuerai ad esserlo.

Da lassù, con il tuo sorriso luminoso, la tua leggerezza gentile, la tua dolce magia.

Grazie.

Da parte di tutti noi.

Ciao, Carla. Ci mancherai.

 

RICORDO DI CARLA RINALDI

DA PARTE DEL SINDACO MARCO MASSARI

VENERDÌ 18 APRILE – SALA DEL TRICOLORE

Tocca a me oggi il dolore e l’onore di questo discorso commemorativo; discorso che avrei dovuto pronunciare all’unisono con i sindaci di Reggio che mi hanno preceduto, alcuni dei quali sono presenti oggi.

Il dolore di avere perso una persona cara a me, alla città, alla comunità educante di tante parti del mondo; e l’onore di portare la testimonianza vera e commovente dei tantissimi reggiani, e non solo, per la persona di Carla, per il lavoro di Carla, per l’eredità di Carla.

Carla Rinaldi era saggia, concreta e insieme visionaria. Una donna del presente ed una donna del futuro. Di intelligenza, vivacità e umanità speciali; una figura di eccezionale ‘livello’ culturale in Italia e in tutto il mondo.

Una donna appassionata della vita e delle persone, che sono quei ‘luoghi’ in cui, sin dall’infanzia, abitano e si manifestano la vita e le idee. Carla è stata pedagogista, creatrice e guida delle istituzioni e degli enti di Reggio Emilia che si occupano di educazione, i Nidi e le Scuole d’infanzia, Reggio Children srl e la Fondazione Reggio Children da lei presieduta fino a qualche mese fa, e di cui è poi divenuta presidente onoraria: “Sono onorata di essere onoraria”, amava dire con la sua autoironia lieve.

A Reggio Emilia IL 2025 si è aperto in maniera molto particolare e stimolante: in importanti convegni ed iniziative ad essi collegati sono stati ricordati il centenario della nascita di figure quali Renzo Bonazzi (sindaco dal 1962 al 1976), l’attore Romolo Valli e l’architetto ed urbanista Eugenio Salvarani, rappresentanti di una generazione segnata dalla guerra e dall’impegno per il rinnovamento dell’Italia postbellica, caratterizzata da un intreccio di attività pubblica, militanza politica ed impegno culturale, con circolazione di idee e saperi tra società civile e decisione pubblica grazie al sodalizio tra politici, tecnici ed intellettuali

La nostra città attuale affonda le sue radici in quella di ieri ed è in questo contesto che si sviluppa un modello educativo rivoluzionario, sotto la spinta di alcune importanti figure femminili QUALI IONE BARTOLI, LORETTA GIARONI ED ELETTA BERTANI E AL FONDAMENTALE APPORTO DI LORIS MALAGUZZI


Carla Rinaldi con passione, intelligenza e sensibilità, ha saputo dare voce alla bellezza dell’educazione, ponendo al centro la relazione, l’ascolto, la trasparenza e la partecipazione.

E’ stata ricercatrice, docente, politica appassionata, consigliera comunale, militante per i diritti delle donne, delle bambine e dei bambini. Certo!

Ma Carla credo sia stata, anche una filosofa: una amante della sapienza, la cui ricerca non si esauriva tanto nella esperienza individuale, quanto piuttosto nella relazione, nel dialogo, nella scoperta. Nel dialogo infatti avviene una trasformazione, una unione esistenziale, in virtù della quale il dialogare, il confrontarsi, diventa una azione maieutica . Ed il punto di partenza e di arrivo del suo dialogo preferito, erano i bambini che lei pensava competenti, ricchi di potenzialità, protagonisti attivi del proprio apprendimento

Dimenticati dalla politica, Carla li ha messi al centro delle sue riflessioni, introducendo un grande discorso politico

Per questo, ricordare Carla può significare unire insieme tanti linguaggi.

Carla era una donna mite d’animo, ma non di idee. Le sue idee sono sempre state plurali e al plurale, idee del Noi che preannunciavano azioni plurali, rivolte al bene di tutti.

Perciò le idee di Carla, ed il suo impegno sono stati eminentemente politici.

Se educare – dal latino educere, tirare fuori il meglio – per Carla era il modo migliore di occuparsi del futuro, che è già domani; se educare significa maieuticamente trarre il meglio da se stessi, educare ha un effetto potenzialmente e costantemente innovativo, rigenerativo, creativo e infine una valenza politica di bene comune .

Amava ricordare questa frase di Loris Malaguzzi: “Nessun bambino può star bene, se altri bambini soffrono, vicino o lontano da noi”.

E quando di recente durante una riunione qualcuno le ha chiesto: e cosa dobbiamo fare ora Carla ? Lei rispose : dobbiamo cambiare il mondo!

Perchè è stato proprio questo il filo conduttore della sua ricerca: il valore educante della conoscenza e l’idea che tale valore potesse essere colto, nutrito, amplificato dalla città, istituzione politica che doveva permettere, nella realizzazione e valorizzazione delle scuole, la fattibilità del dialogo educativo.

Dunque per lei l’educazione non fu mai un gesto privato, ma di comunità: le scuole diventavano sedi di laicità, palestre di democrazia e di pluralismo. La politica era quindi chiamata non tanto e non solo ad offrire un servizio, le scuole, che potesse soddisfare il bisogno di conciliare il lavoro e la aspettative dei genitori, ma anche a garantire che qual servizio avesse una valenza qualitativa, fosse un momento educativo, di trasmissione di diritti, di valori e di dialogo.

Lei riteneva che il valore dell’esperienza pedagogica del Reggio Approach fosse proprio quello di aver costruito insieme alla città il rapporto tra la scuola e l’educazione, tra l’individuo ed il cittadino: la scuola quindi non solo come luogo in cui trasmettere il sapere, ma come luogo in cui si costruisce la conoscenza e si valorizza l’apprendimento. In questo modo la scuola si rivelava non solo il luogo in cui trasmettere cultura, ma il luogo in cui costruire cultura, in un patto di solidarietà tra bambini, insegnanti, genitori e la città intorno a loro. Non c'è Reggio Approach senza Reggio Emilia e la città non sarebbe la stessa senza quella esperienza, esperienza su cui la città ha costruito e costruisce la sua identità: era un concetto che Carla mi ripeteva spesso dopo essere stato eletto sindaco

Per Carla educare era, come per Malaguzzi, avere nostalgia del futuro, farsi domande sull’oggi e sul domani con le bambine e i bambini – ma anche con le adolescenti e gli adolescenti, con le ragazze e i ragazzi che le stavano particolarmente a cuore.

Educare significa innanzitutto fiducia, fiducia nelle persone, apertura e partecipazione, significa costruire ponti e relazioni con il mondo, con le tante e diverse realtà del nord e del sud del mondo. Con l’obiettivo di continuare ad innovare e farlo in modo aperto, non autoreferenziale, non fermarsi mai a difendere un modello, ma sempre proporre un approccio per apprendere nel mondo e con il mondo, per cambiare insieme agli altri, per affrontare l’emergenza educativa nel Pianeta mettendo al centro l’infanzia e l’educazione di qualità.

Un bene che tu, cara Carla, hai cercato e donato incessantemente, ostinatamente, generosamente, prima nella tua città, poi nel tuo Paese e nei Paesi del mondo, che grazie a te hanno compreso e si sono lasciati affascinare e catturare dal Reggio Emilia Approach.

E Carla “era una figura di riferimento perché incarnava una visione, non perché la rivendicava”. Andava ribadendo spesso, anche nei tempi più recenti, l’importanza dell’ascolto, dello studio e la fiducia nell’infanzia, già proiettata nel mondo dell’intelligenza artificiale: il bambino al centro, come persona pienamente intesa, non ‘mancante’, e titolare di cittadinanza e diritti. Temi del Reggio Approach di assoluta originalità, che hanno segnato la pedagogia e, in chi ha voluto accoglierli, la politica nel mondo.


Quanto potremmo dire del Cursus honorum di Carla Rinaldi?

Moltissimo.

Ci limitiamo a questo.

Carla ha collaborato per 25 anni al fianco di Loris Malaguzzi e con il mondo educativo reggiano. E poi ha continuato il proprio percorso intellettuale e progettuale con la propria impronta e la propria sensibilità.

Figura centrale nella storia del Reggio Approach e dell’esperienza educativa di Reggio Emilia; docente all’Università di Modena e Reggio Emilia, dal 1999, del corso ‘L’approccio delle scuole dell'infanzia comunali di Reggio Emilia’;

Premio Lego 2015, il premio che viene considerato il Nobel dell’educazione, assegnato in precedenza in Italia a Bruno Munari, Mario Lodi e Loris Malaguzzi.

Le sue relazioni, amicizie e competenze, le esperienze di ricerca e docenza in università estere, l’hanno portata ad avere scambi duraturi e fruttuosi con personalità, istituzioni internazionali e centri di ricerca che poi sono diventati relazioni con la nostra città, contribuendo a collocare Reggio nel mondo.

Penso a Jerome Bruner, Howard Gardner, James Heckman Nobel dell’Economia, Mitchel Resnick direttore del Lifelong Kindergarten del Mit di Boston (tutti nel comitato scientifico della Fondazione Reggio Children); Marcelo Suarez-Orozco della Massachussets University di Boston e della Accademia Pontificia, e contatti con personaggi chiave della cultura italiana da Gianni Rodari a Tullio De Mauro a Massimo Ammaniti, Francesco Tonucci, gli stessi Munari e Lodi.

Sono numerose le conferenze e incontri all’estero, incluse residenze presso i Governi di vari Paesi, per sostenerli nelle politiche educative, per esempio il Sud Australia. Ha scritto numerosi saggi, il suo libro “In Dialogo con Reggio Emilia” è stato tradotto in tutti i continenti.

Dal 2007 al 2014 Carla è presidente della Reggio Children srl, dopo essere stata consulente dal 1994 della società promossa dal Comune, dando vita a un progetto pensato da Malaguzzi per la promozione nel mondo dell’approccio educativo reggiano.

Dal 2007, per diversi anni, ha preso parte a diverse Commissioni tecniche del ministero dell’Istruzione.

Nel 2011, il 29 settembre, viene nominata presidente della Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi, cui dà impulso il Comune di Reggio Emilia.

Dal 2019 è co-coordinatrice del Dottorato di Ricerca industriale internazionale “Reggio Childhood Studies - from early childhood to longlife learning”, promosso dal Dipartimento di Scienze della formazione e Scienze umane dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e da Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi, che ne è partner industriale.

Tra le sue tante e più recenti creature, è stata animatrice nel 2023 e 2024 del progetto PER con The LEGO Foundation, partecipando attivamente alle Conferenze di Reggio Emilia e di San Paolo in Brasile; ha dato un forte contributo pedagogico e di idee all’allestimento del Caffarri come Spazio dei progetti della Fondazione Reggio Children.

Da qualche mese, come abbiamo detto, era presidente onoraria della Fondazione Reggio Children.

Fino alle ultime ore della sua vita, Carla faceva progetti per la sua Fondazione, per i diritti dell’infanzia, con il pensiero sempre rivolto a quei piccoli sotto le bombe in Palestina e in Ucraina.

In una recente intervista raccontava: “Mi trovo spesso a camminare al mattino mentre vengo qua in Fondazione, e in certe giornate, molto spesso, a ringraziare la vita. Perché ci sono, perché la vita è vita finché esiste. E forse anche oltre… Non si invecchia: la vecchiaia è un fatto cronologico e basta”.

Il cuore giovane di Carla non ci abbandonerà, nel cammino che abbiamo davanti, nel dialogo che siamo chiamati ad aprire ogni giorno soprattutto con e tra giovani generazioni, nel coltivare la bellezza e il decoro quali diritti di tutti, nell’occuparci di educazione quale forma tra le più alte della politica e dell’espressione umana.

Grazie Carlina

Ultima modifica: 06 maggio 2025

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