28 luglio 2025

Inaugurato l'Atelier “Di Onda in Onda” di Ligonchio

26 luglio 2025 – Taglio del nastro per l’atelier delle acque e delle energie

Sabato 26 luglio è stato inaugurato ufficialmente “Di Onda in Onda – Atelier delle acque e delle energie” presso la Centrale idroelettrica di Ligonchio, nel Comune di Ventasso, nel cuore dell’Appennino reggiano. Un flusso costante e interessato di pubblico ha partecipato alle aperture straordinarie di sabato 26 e domenica 27 luglio, animando gli spazi e confermando l’interesse per questo nuovo luogo educativo, culturale e scientifico, aperto a tutte le età.  “Di Onda in Onda” è stato pensato come luogo della scoperta e delle meraviglie, dove esplorare alcuni dei temi chiave del nostro tempo – acqua, sole, energia – attraverso 17 installazioni interattive, fino ad affrontare questioni centrali come il clima e la sostenibilità. Partendo dalla storia e dalla cultura del territorio, “Di Onda in Onda” nasce con l’obiettivo di far dialogare scienza, arte e pedagogia, unendo l’esperienza dell’atelier secondo il Reggio Emilia Approach, l’approccio scientifico del laboratorio e l’interattività del museo esperienziale. Dopo l’apertura al pubblico del fine settimana sono previste ulteriori aperture estive che verranno annunciate prossimamente. Le attività educative riprenderanno regolarmente da settembre, in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico.

L’intervento è stato finanziato e reso possibile dal Comune di Ventasso, in collaborazione con il Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, grazie all’aggiudicazione nel 2022 di un finanziamento dell’Unione Europea – Next Generation EU, su bando PNRR-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, promosso dal MIC-Ministero della Cultura, “Attrattività dei Borghi storici – progetto di rigenerazione locale” per il progetto “Ligonchio: dove l’Energia diventa cultura”, con la collaborazione di Enel Green Power.

Pubblico all'inaugurazione

A seguire le dichiarazioni degli intervenuti, in rappresentanza degli enti coinvolti:

Enrico Ferretti, sindaco del Comune di Ventasso: “L'obiettivo della riapertura dell'atelier "di Onda in Onda" di Ligonchio rappresenta per l'intera comunità di Ventasso un importante punto di svolta. Lo spazio è stato completamente riprogettato rispetto alla sua impostazione originale e questa sua nuova natura ha permesso di sviluppare un ambiente in grado di unire ambiti eterogenei tra loro come territorio, storia, socialità, apprendimento e innovazione in un contesto unico, avendo come finalità quella di offrire nuove opportunità e sviluppo per il territorio montano in cui si colloca. Una caratteristica che ci tengo a sottolineare sono le molteplici emozioni suscitate vivendo l’atelier e le sue proposte educative. Non vengono date risposte ma stimolate domande, in un contesto dove la condivisione è stata decisiva, condivisione e collaborazione che per il nostro territorio devono rappresentare i punti cardine per la vita della comunità. Questo importante risultato, frutto di un lavoro di stretta collaborazione tra tutti gli attori e le forze in campo, cui va un grandissimo ringraziamento, dimostra nuovamente come le potenzialità che il territorio può fornire siano innumerevoli”.

Emanuele Ferrari, presidente dell'Unione dei Comuni dell'Appennino e Sindaco di Castelnovo Monti, ha affermato: "La riapertura dell'Atelier dopo un percorso di rinnovamento è fondamentale per l'Appennino per due ragioni. La prima è che rappresenta la continuità di un investimento sull'alta formazione per i giovani, pratiche didattiche innovative per tutte le età, recupero e rilancio del significato dei luoghi: l'Enel e la storica centrale di Ligonchio sono segni del territorio e dell'attività dell'uomo imprescindibili per la montagna. La seconda è che attraverso il coinvolgimento di Reggio Children, con la Fondazione e la Srl, si rafforzano i rapporti tra l'Appennino e la città su progetti e collaborazioni di alto livello, come ad esempio a Castelnovo Monti il conservatorio Peri - Merulo, o la Fondazione Palazzo Magnani per Fotografia Europea, l'evento culturale L'Uomo che Cammina o ancora progetti inerenti il Parco Nazionale e l'area Mab Unesco".

Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano: “La presentazione di oggi non è un evento a sé. È un battesimo, è l’inizio di una vita che continua.  Il nostro proposito è quello di costruire animazione, presenze e attività continuativa a Ligonchio nelle quattro stagioni. Anche se molto rimane ancora da fare, il senso della giornata di oggi è quello di cementare la collaborazione tra Parco, Comune di Ventasso, Unione dei Comuni dell’Appennino, Regione Emilia-Romagna e tutti gli altri soggetti che sono e saranno coinvolti. Sarà decisivo per avere davvero successo”.

Davide Baruffi, assessore al Bilancio, alle Politiche di sostegno e sviluppo della Montagna e delle Aree interne della Regione Emilia-Romagna, ha commentato: "Questo nuovo spazio educativo e culturale è un piccolo gioiello, per qualità, contesto, contenuto. Rappresenta un esempio concreto di valorizzazione dell'identità delle aree interne e montane della nostra regione. L'Atelier "di Onda in Onda" è un esempio di come l'Emilia-Romagna stia lavorando per valorizzare il territorio dell'Appennino nel suo insieme, cogliendone le tante e diverse specificità, per promuovere la cultura della sostenibilità e dell'innovazione. È un investimento sul futuro della nostra regione e delle nostre comunità montane in particolare, che stanno realizzando progettualità e investimenti molto importanti. La collaborazione tra istituzioni e soggetti diversi è la chiave per il successo di iniziative come questa. Il nostro impegno è restituire centralità alla montagna e alle aree interne valorizzandone le caratteristiche e promuovendo tutte le potenzialità che hanno in sè, che hanno un grande potenziale di crescita”.

 

Insieme al PNATE, i partner di progetto sono Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi ETS, il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia con la collaborazione di Reggio Children srl, Lapis Architetture Studio con l’architetto Carlo Margini ed Enel Green Power. 

Cristian Fabbi, presidente di Reggio Children srl e direttore generale di Fondazione Reggio Children, ha iniziato ricordando Carla Rinaldi, “una dei visionari all’origine dell’Atelier”: “Nello stile di Carla vorrei ringraziare e fare un augurio per il futuro di questa astronave bellissima, specchio della natura e della realtà in cui è immersa. Soprattutto vorrei sottolineare l’approccio multidisciplinare e il dialogo onesto e costante del gruppo di lavoro coordinato da Valentina Conte, che ringrazio, e che è la cifra del Reggio Emilia Approach a cui Carla teneva di più. Questo è il senso della ricerca, dei bambini e degli adulti. Una pratica per il bene comune, che ha portato a 17 esploraMenti, per apprendere giocando, appositamente creati, per rispondere alle sfide di oggi dell’educazione, dal digitale al clima. Fondazione Reggio Children opera nel campo della solidarietà, ricerca, educazione di qualità, ed è anche per questo che siamo qui accanto alla resilienza delle comunità montane”.

Per Elena Degoli, professoressa ordinaria di Fisica teorica della materia e vicedirettore del Dismi, Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria di Unimore la transizione energetica e digitale è al centro di una linea di ricerca strategica dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, con il Dismi tra i capofila. L'interesse riguarda non solo le nuove tecnologie, ma anche gli effetti di tali transizioni su formazione, lavoro e vita quotidiana. In questo contesto, l’Atelier delle acque e delle energie, rappresenta un passo cruciale in termini di formazione, ricerca e divulgazione: uno spazio dedicato alla sperimentazione dei fenomeni legati all’energia in chiave sostenibile e digitale, per promuovere una coscienza ambientale responsabile”. Vorrei ricordare il professor Olmes Bisi – ha concluso -, nostro preside fondatore, che partecipò alla realizzazione del primo atelier “Di Onda in Onda”, e ringraziare i collaboratori del Dismi con cui le esperienze sono state ideate e realizzate: il professor Ivan Marri e il dottor Claudio Melioli”.

Giuseppina Gentili, dirigente dell'Istituto comprensivo Busana-Ariosto, ha ricordato l’incontro con Carla Rinaldi nel 2008 e il ruolo decisivo che giocheranno gli istituti scolastici partner del progetto: “La riqualificazione di questo spazio esperienziale vede le nostre istituzioni scolastiche e i nostri docenti coinvolti direttamente nel definire e coprogettare attività didattiche mirate alle diverse fasce di età, percorsi formativi di saperi previsti nel curricolo scolastico e coerenti alle competenze chiave, la possibilità di imparare meglio attraverso l’esperienza. Oltre a questa grande opportunità, l’Atelier rappresenta anche una grande sfida: far sì che la montagna diventi luogo della ricerca e della innovazione pedagogica ed educativa, in una dimensione di trasversalità e multidisciplinarietà, facendo delle “piccole scuole di montagna” realtà di eccellenza, dove l’essere in pochi non significa essere meno, e dove le risorse del territorio, la comunità, la relazione educativa, presidi culturali come l’Atelier, siano la migliore risposta per un nuovo umanesimo ed la centralità della persona”.

 

Erano presenti, sabato 26 luglio, tra il folto pubblico altre istituzioni, tra cui i consiglieri regionali Anna Fornili e Alessandro Aragona, molti sindaci e amministratori pubblici della montagna, Luca Vecchi capogabinetto della Regione Emilia-Romagna, l’assessora a Clima e Parchi del Comune di Reggio Emilia Carlotta Bonvicini.

RICONOSCIMENTI AL GRUPPO DI LAVORO

Molti riconoscimenti sono andati al team multidisciplinare cui i partner di progetto hanno affidato l’ideazione del nuovo allestimento. Il team è stato coordinato da Valentina Conte, architetto, esperta in spazi di apprendimento di Fondazione Reggio Children e ne hanno fatto parte Claudio Melioli, astrofisico e docente di Nuove Tecnologie Fotovoltaiche per il Dismi-Unimore, l’architetto Carlo Margini di Lapis Architetture Studio e direttore dei lavori, Elena Sofia Paoli, atelierista di Fondazione Reggio Children, per Reggio Children Srl Marco Spaggiari, atelierista, con Benedetta Barbantini, coordinamento formazione, referente progetti formazione Italia e Rosa Buonanno, biologa, PhD in Reggio Childhood Studies, Desu-Unimore. Ringraziamenti anche all’Ufficio Europa del Comune di Ventasso, tra cui gli ingegneri Claudio Poletti e Alessandro Tacchini, il direttore del Parco Giuseppe Vignali e Sara Manfredini.

 

APPRENDERE GIOCANDO TRA SCIENZA E NATURA

Le diverse energie alla base di ogni fenomeno fisico, naturale, biologicosono il tema al centro dell’Atelier. I 400 metri quadrati di open space della Centrale idroelettrica ospitano spazi immersivi di ricerca. Dalle onde dell’acqua alle onde elettromagnetiche, prototipi scientifici appositamente creati propongono esperienze su Acqua, Elettroni, Sole, rendendo accessibili anche i concetti più complessi, per un pubblico da 3 a 99 anni, in visita individuale o a gruppi. Esplorazione e scoperta avvengono così attraverso il gioco, il dialogo e la ricerca e continue domande che si aprono alla natura e alla storia del crinale appenninico e della Centrale idroelettrica.


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Ultima modifica: 28 luglio 2025

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