Inaugurato in Sala Tricolore l’a.a. 2025/26 del Dottorato di ricerca “Reggio Childhood Studies"
Nella mattinata del 7 novembre 2025 la presentazione delle nuove dottorande e la celebrazione delle neo dottoresse
Il 7 novembre 2025 la Sala del Tricolore di Reggio Emilia ha ospitato l’inaugurazione dell’anno accademico 2025/26 del Dottorato industriale “Reggio Childhood Studies – from Early Childhood to Lifelong Learning”, del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, in partnership con la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi ETS.
La giornata inaugurale è stata aperta dal Sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, e dalla Rettrice di Unimore, Rita Cucchiara, alla sua prima uscita pubblica in città. Entrambi hanno sottolineato l’importanza dell’approccio educativo reggiano, ispirato ai principi di Carla Rinaldi, che vede l’infanzia come qualità della vita e che orienta il dottorato verso interdisciplinarità, transdisciplinarità e internazionalità.
“È con grande piacere e soddisfazione che ospitiamo in Sala del Tricolore la giornata inaugurale di questo Dottorato, che si rilancia connotando un legame sempre più solido tra Comune di Reggio Emilia, Unimore e Fondazione Reggio Children – ha sottolineato il Sindaco Massari. L’approccio educativo reggiano ha sempre voluto veicolare l’apertura a più saperi e più discipline, una dimensione che pone la nostra città all’avanguardia in termini educativi e che le permette di rinnovarsi continuamente anche negli aspetti più identitari. Un modello che ha fortemente sostenuto Carla Rinaldi, a cui va il primo pensiero in questa giornata così importante, e che oggi è portato avanti da persone di grandi valori e competenze a cui va il ringraziamento della nostra comunità. Approfitto dell’occasione anche per salutare la nuova Rettrice dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia alla prima uscita pubblica reggiana dopo l’insediamento. Buon lavoro professoressa Cucchiara e buon lavoro a tutte e tutti”.
“Reggio Childhood Studies nasce da una città che ha fatto dell’infanzia una forma di pensiero – ha detto la rettrice Cucchiara. Questo dottorato esprime l’idea che l’educazione accompagna ogni gesto di ricerca e ogni domanda che apre un varco nel reale. Studiare l’infanzia significa studiare l’essere umano nella sua interezza, compresa la sua capacità di costruire linguaggi e conoscenze. La ricerca, dunque, diventa un atto di responsabilità verso la comunità e verso il tempo che abitiamo, generando pensiero e futuro”.
Dopo i saluti istituzionali, si è tenuta la lectio magistralis sul tema dei dottorati italiani, dal titolo “Dottorato, innovazione e scienze umane”, tenuta dal professor Marco Mancini, Segretario generale del Ministero dell’Università e della Ricerca, già prorettore all’Autonomia organizzativa e Direttore del Dipartimento di Lettere e culture moderne dell’Università La Sapienza. Nel corso della sua lectio, Marco Mancini ha richiamato l’attenzione sul valore formativo e professionale del titolo di dottore di ricerca, sottolineando che: “Ci sono buone possibilità di impiego per i PhD, ma occorre una scelta di campo tra formazione e ricerca. Nel primo caso, la buona notizia è che c’è un disegno di legge che sta avvicinando moltissimo il mondo del lavoro, soprattutto pubblico, al titolo del dottorato di ricerca, mentre per chi sceglie la via della ricerca, oggi si stanno aprendo ai giovani molte occasioni – i bandi di eccellenza, i bandi di ricerca – che consentono un accesso diretto al tessuto universitario e vanno valorizzate adeguatamente”.
Il presidente di Fondazione Reggio Children, Francesco Profumo, ha evidenziato come il dottorato sia un’eccellenza della città e dell’esperienza educativa di Reggio Emilia, grazie al dialogo tra Università, Fondazione e comunità locale. “Credo possiamo dire che il dottorato in Reggio Childhood Studies stia rappresentando a sua volta un’eccellenza della esperienza educativa di Reggio Emilia – ha aggiunto il presidente di Fondazione Reggio Children, Francesco Profumo. Il ruolo della nostra fondazione di partecipazione e ricerca, partner industriale, è certamente di supportare il dottorato sia sul piano organizzativo, sia favorendo la conoscenza della città, dell’esperienza educativa reggiana e offrendo ambienti educativi di qualità, come il Caffarri. Ed è anche nelle relazioni con le ricerche nazionali e internazionali e nella possibilità di prendere parte attivamente ai progetti di Fondazione Reggio Children a Reggio, in Italia e all’estero, che si è costruita la specifica qualità di questo corso, in un forte dialogo con Unimore e il Desu”.
Hanno contribuito all’incontro anche Annamaria Contini, direttrice del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, e Cristian Fabbi, direttore generale di Fondazione Reggio Children. La lectio magistralis è stata introdotta e moderata da Carla Bagnoli, coordinatrice del dottorato, e ha dato seguito a una tavola rotonda con interventi della rettrice Cucchiara e dei professori Profumo e Melloni.
In Sala del Tricolore ci sono stati inoltre gli interventi di Andrea Capelli, presidente di Farmacie Comunali Riunite e James Bradburne, in rappresentanza dei partner di dottorato.
I saluti istituzionali del Sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari
Rita Cucchiara, Rettrice dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Francesco Profumo, Presidente Fondazione Reggio Children
Annamaria Contini, Direttrice del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane
Cristian Fabbi, Direttore generale Fondazione Reggio Children
Carla Bagnoli, Coordinatrice del dottorato in Reggio Childhood Studies
Lectio magistralis del Professor Marco Mancini, Università di Roma La Sapienza dal titolo “Dottorato, innovazione e scienze umane”
La giornata è stata anche una festa con la presentazione delle nuove dottorande di quest’anno accademico, 41° ciclo, e delle nuove dottoresse che hanno concluso il percorso di studi martedì 28 ottobre con la discussione delle tesi al Caffarri.
Le nuove dottoresse in Reggio Childhood Studies:
Frashia Ndungu (Kenya): ha presentato la ricerca “Sono felice ma non così felice”, sulle realtà complesse dei giovani caregiver nelle zone rurali del Kenya attraverso una lente intersezionale. Si concentra sull’invisibilità di questi bambini e sulle implicazioni delle loro responsabilità di cura per i loro diritti, sviluppo, istruzione e benessere.
Eloisa Di Rocco (Italia): ha presentato la ricerca “Ascoltando la materia: il Reggio Emilia approach nell’Antropocene”, sull’estensione della pedagogia dell’ascolto al mondo non-umano, in particolare alla “materia di scarto”, per affrontare l’attuale crisi ecologica e promuovere una coesistenza più equa sul pianeta.
Kayina Abudurexiti (Cina): ha presentato la ricerca “Le materie prime della potenzialità: un’indagine sui punti di forza del carattere nella prima infanzia”, sullo sviluppo delle competenze nei bambini 3-6 anni, con l’obiettivo di comprendere il pieno potenziale e le competenze dei bambini.
Le tre dottoresse si aggiungono a sei nuovi dottori in ricerca che hanno concluso il percorso nel maggio scorso, per un totale di 9 nuovi phd nel 2025.
Da Italia, Giappone, Portogallo e Albania le otto nuove dottorande
Selezionate con l’ultimo bando, tutte con borsa di studio, lauree magistrali, master e specializzazioni ottenuti in Italia e nel mondo e un chiaro progetto di ricerca, le otto nuove dottorande sono: Alice Dini, Elsa Manzini, Valentina Fantini, Petra Filagrana, Alma Frangipane dall’Italia, Iris Ferati dall’Albania, Sumire Iikawa dal Giappone e Gabriela Pinto dal Portogallo. Al bando hanno partecipato 60 candidati, di cui 25 internazionali, da 17 Paesi: Russia, Brasile, Portogallo, UK, Pakistan, Iran, Turchia, Spagna, Giappone, USA, Sri Lanka, Colombia, Argentina, Libano, Serbia, Filippine, Albania.
Il corso conta oggi 27 dottorandi e dottorande in corso e 25 dottori e dottoresse dal 2019, costituendo una comunità residenziale di ricerca con attività a Reggio Emilia, in Italia e all’estero, in collaborazione con università e centri internazionali.
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