Fondazione Reggio Children al Festival di EMERGENCY: educare alla pace con "La Grande Utopia"
Nel cortile della Biblioteca Panizzi un momento di approfondimento sul porgetto e un workshop sul corpo e il movimento
Sabato 6 settembre, nel cortile della Biblioteca Panizzi, si è tenuto un momento di presentazione e confronto sul progetto La Grande Utopia, nell’ambito della quinta edizione del Festival di EMERGENCY a Reggio Emilia.
La Grande Utopia è un progetto pilota nato dalla collaborazione tra EMERGENCY e Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi ETS, che nel corso dell’ultimo anno scolastico ha coinvolto bambine, bambini, ragazze e ragazzi dell’Istituto Comprensivo Gino Strada di Sesto Fiorentino in un percorso educativo per immaginare – e costruire – un mondo senza guerra.
Durante il talk "Noi abbassiamo la guerra" hanno dialogato Cristian Fabbi - Direttore Generale Fondazione Reggio Children, Simonetta Gola - Direttrice comunicazione EMERGENCY, Laura Pedroni - Sviluppo dialogo con la comunità Fondazione Reggio Children, Rodolfo Sarli - Dirigente IC Gino Strada Sesto Fiorentino, Edy Baldassini - insegnante della scuola dell’infanzia dell’IC Gino Strada di Sesto Fiorentino. Ha moderato Luisa Gabbi, ufficio stampa Fondazione Reggio Children.
Al centro dell’incontro, il racconto di un’esperienza costruita insieme a insegnanti e studenti, fatta di atelier, narrazioni, dialoghi e proposte formative, per riflettere su temi fondamentali come la pace, l’antirazzismo, la nonviolenza, la partecipazione e la cittadinanza attiva.
Il pensiero e l’impegno dei più giovani hanno preso forma in una serie di manifesti pubblici, realizzati a partire dalle loro riflessioni e produzioni grafiche, affissi per le strade di Reggio Emilia e, a breve, visibili anche a Sesto Fiorentino.
"Il corpo, una voce": il workshop sensoriale per tutte le età
Sempre nel pomeriggio di sabato, Fondazione Reggio Children ha proposto il laboratorio esperienziale "Il corpo, una voce", un'attività aperta a tutte le età per esplorare il linguaggio no verbale e l’ascolto sensibile. Attraverso materiali, gesti, suoni e movimenti, bambine, bambini, adulti e famiglie hanno esplorato il corpo come strumento espressivo e di relazione, capace di raccontare emozioni, pensieri e connessioni anche senza parole.
Un’occasione per rallentare, osservare e percepire con maggiore profondità ciò che ci circonda e ciò che ci abita, in un tempo condiviso di cura, ascolto e scoperta reciproca.
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